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venerdž, 22 novembre 2019
Beni culturali

N.S.di Buoncammino - Str.vic.del Buoncammino


Chiesa di N.S.di Buoncammino

definizione:  chiesa
tipologia:  a navata unica
funzione:  Cultuale
ubicazione:  strada vic. del Buoncammino
I.G.M.:  foglio:234 I S.O. S. Isidoro
uso attuale:  culto
cronologia:  XIV (post 1325)
ambito culturale:  tardo-romanico

Descrizione:
Nella chiesetta ubicata nelle vicinanze dell'antico villaggio scomparso di "Simbilis" si festeggia, il 15 di ottobre, "S. Maria di Simbirizzi". La festa, curata dal gremio dei bottai venne resa celebre dall'illustre gesuita Padre Francesco Hortolano nato nel 1544. L'edificio, in posizione dominante verso lo Stagno di Simbirizzi, costituisce un tipico esempio di architettura spontanea nata dall'improvvisazione de maestranze locali. La chiesa denuncia infatti la mancanza di ogni velleità artistica sia nella semplicità dell'apparecchio murario che nella povertà delle tecniche costruttive e dei materiali adottati. La facciata, a capanna, è coronata da un campanile a vela dall'unica luce ogivale ed è preceduta da un piccolo loggiato a capriate le cui arcate laterali sono state chiuse di recente con blocchetti di cemento. Questo piccolo protiro assai diffuso nelle chiesette rurali del circondario è nato forse alla fine del '500 per dare riparo ai pellegrini che si recavano in Chiesa in occasione delle sagre annuali. L'interno è costituito da una sola navata dalle proporzioni allungate, conclusa a sud-est da un'ampia e tozza abside semicircolare voltata a semicatino e circoscritta da un arco a pieno centro impostato su mensole a listello. l'abside, che accoglie il vecchi altare in pietra, è attualmente nascosta da un popolaresco polittico forse sttecentesco; il suo corpo esterno, dalla copertura quasi piana, sporge invece negli ambienti addossati in questo secolo al prospetto posteriore.

Notizie storico-critiche:
I moduli spaziali dell'edificio, di derivazione tardo-romanica, e il confronto con la chiesa quartese di S. Benedetto, fanno propendere per una datazione basata solo su considerazioni stilistiche, al XIV secolo. Le due chiese hanno infatti all'incirca le stesse dimensioni, la stessa apparecchiatura muraria e uguali absidi, sicché si può ritenere che siano state realizzate dalle medesime maestranze. La porta rettangolare che si apre al centro della facciata è più tarda, probabilmente tardo cinquecentesca come il protiro. I suoi stipiti, l'architrave e le mensole a cartiglio che lo sorreggono sono infatti realizzati con insolita perizia e decorati con rosoni e rosette dal gusto vagamente bizantineggiante e proto-romanico, costituendo un ulteriore prova della bravura dei picapedrasas locali. L'edificio potrebbe pertanto essere stato realizzato dopo il 1325 e poi restaurata nella porta e con l'aggiunta del loggiato. Sono noti altri restauri effettuati nel 1661 pertinenti al rifacimento delle copertura e alla realizzazione di alcuni ambienti addossati in ladiri che presumibilmente sono quelli ancora esistenti. Dalla presenza in loco di elemnti di spoglio tardo-romani, è inoltre verosimile che l'edificio insista sulle rovine di un impianto preesistente.

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ALBO PRETORIO
BANDI E CONCORSI
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