Lo stemma del comune di Quartu Sant'Elena
Comune di Quartu Sant'Elena
Più grande Più piccolo Stampa Feed RSS
immagine di testata Torna alla home page
venerdž, 22 novembre 2019
Beni culturali

S. Benedetto - Via Marconi, 486


    Chiesa di S. Benedetto

definizione:  chiesa
tipologia:  a navata unica
funzione:  cultuale
ubicazione:  via Marconi, 486
catasto:  foglio:30 - particella: 120
I.G.M.:  foglio:234 IV S.E. Cagliari
uso attuale:  culto
cronologia:  XIV sec.
ambito culturale:  tardo-romanico
autore:  maestranze locali

Descrizione:
L'edificio, in parte nascosto da una casa che vi si addossa dai primi decenni del secolo, mostra attualmente il prospetto sulla via Marconi mentre il fianco destro e il prospetto posteriore si affacciano sul vico S. Benedetto. L'edificio realizzato con linee assai semplici ed essenziali è costituito da una muratura in pietrame non squadrato semplicemente rinforzato nei quattro cantoni da robusti conci disposti in file sfalsate, secondo una tecnica che compare in alcuni edifici di impianto romanico, come il Castello di Sanluri ed in altri edificati in un momento di transizione col periodo gotico-italiano. L'interno della Chiesa è realizzato secondo moduli tardo romanici già in collisione col gotico, propri di architetture religiose della fine del '200 o dei primi del' 300, come il nostro S. Pietro di Ponte o il S. Pietro di Villa S. Pietro. Come questi esempi presenta infatti una sola navata dalle proporzioni allungate, coperta da incannucciato su capriate e conclusa a sud-est da un'abside semicircolare il cui semicatino si risolve, all'esterno, in una copertura quasi piatta. L'abside riecheggia per modi e proporzioni quella della chiesa quartese di Nostra Signora del Buon Cammino e, per quanto riguarda l'interno, quella della Chiesa di S. Gregorio a Sardara. L'architettura dei due portali, l'uno aperto sul prospetto principale, l'altro sul fianco destro, è caratterizzata, all'esterno, da una cornice di conci, un arco a sesto acuto saliente, aguzzo e incisivo; all'interno tale cornice si risolve in un arco a ssto ribassato e impostato su alti piedritti, entrambi costituiti da conci diseguali. Al contrario degli esempi simili presenti nel citato S. Gregorio e della Chiesa del Carmine a Mogoro, essi presentano però un evidente influsso catalano nel gusto della disposizione a ventaglio dei conci della centina assai diffuso in catalogna e presente in numerosi esempi della Sardegna catalana. L'analisi della struttura complessiva dell'edificio lascia immaginare che l'edificio non abbia subito nel tempo interventi di sostanziale modifica dell'impianto originario. I registri della Causa Pia documentano fin dal 1659 numerosi interventi di manutenzione e l'esistenza di una una "lola" o "porchada" , ovvero di un loggiato costruito prima del 1660 ma di cui non sono noti né l'ubicazione, né i particolari architettonici.

Notizie storico-critiche:
L'edificio, costruito nel XIV sec. è certamente esistente dopo il 1325. L'edificio, munito nel XVII sec. di un loggiato non più esistente, si presenta oggi con impianto molto prossimo all'originale. Taluni influssi catalani sono riscontrabili nel gusto della disposizione a ventaglio dei conci delle porte di ingresso con arco a sesto acuto. Sono noti numerosi documenti relativi all'edificio dal 1599 in poi. Alla chiesa venivano fatte numerose donazioni di cui riferiscono alcuni atti di censo di cui il più antico è del 1639. Nel 1777 e nel 1847, quando era già dentro il centro abitato, e sicuramente fino al 1872, la chiesa era officiata dai padri Cappuccini del vicino Convento di S. Francesco. L'edificio già dagli inizi del secolo risulta tuttavi adibita ad usi profani (nel 1910 fu adibita ad esempio ad aula scolastica mantenendo quell'uso fino al 1939) e poi cadde in disuso per qualche tempo prima di essere restituita alla parrocchia di S. Elena. Restaurata nel 1966, fu da quella data officiata in occasione della festa del Santo. Gli arredi attualmente esistenti all' interno sono pochi e modesti; tra questi si segnala una campana datata 1717, un pulpito ligneo asseganbile ada artigiano locale del secolo scorso e due piccoli simulacri di S. Benedetto e S. Scolastica, scolpiti presumibilmente da un modesto scultore sardo del '700.
Indietro
ALBO PRETORIO
BANDI E CONCORSI
Sito conforme WCAG 1.0 WAI-AA Sito conforme alle linee guida sull'accessibilità (L. 4/2004)
Sito realizzato da acagliari.it