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martedž, 19 novembre 2019
Beni culturali

S. Forzorio


Chiesa di S. Forzorio

definizione:  chiesa
tipologia:  a navata unica
funzione:  cultuale
uso attuale:  nessuno
cronologia:  XIII (fine), XVIII
ambito culturale:  tardo-romanico

Descrizione:
La chiesa di S. Forzorio, presso l'omonimo stagno, è attualmente inserita in una fattoria che l'ha interamente incorporata. La struttura si conserva con poche alterazioni rispetto all'impianto originario ascrivibile alla fine del XIII secolo con evidenti riferimenti ad un ambito culturale tardo romanico sia pure qui improntato a criteri di grande semplicità. La documentazione archivistica, inesistente, non consente di fornire ulteriori precisazioni; altrettanto incerta è peraltro l'origine del nome del Santo titolare che non figura in nessun martirologio né menologio e pertanto può essere la deformazione popolaresca di un altro nome, forse S. Lussorio (S. Luxori) oppure "Forzore" nome ancora in uso in Toscana. La facciata, munita di un piccolo campanile a vela con una sola luce dall'arco a tutto sesto, ha un terminale simile a quello della Chiesa di S. Platano; in essa sia apre la porta rettangolare i cui stipiti, l'architrave e le mensole su cui poggia sono monoliti recuperati, forse da qualche costruzione romana di più notevoli proporzioni, come il grosso monolite ed il frammento di colonna scavato da un lato che gaicciona accanto all'edificio. Sulla mensola che regge a sinistra l'archtrave della porta, è scolpito uno stemma bipartito irriconoscibile. La luce di ingresso è sovrastata da una rudimentale monofora quadrata. Nel prospetto posteriore sporge il corpo cilindrico dell'abside realizzato in pietrame e malta come la parte della muratura che lo sovrasta e non coevo al primo impianto. la sovrasta una monofora rettangolare che, all'interno, assume la forma di una piccola croce greca. L'unico elemento decorativo è la cornice di conci che sporge regolarmente dai muri laterali interrompendosi a metà per comprendere due gocciolatoi scanalati. Internamente l'edifico è costituito da un'unica navatella lunga e stretta, chiusa dall'anzidetta absidiola semicircolare circoscritta da un arco a tutto sesto. La copertura è a botte estradossata, scandita da un arco di rinforzo che scarica su due mensole aggettanti che poggiano su due semipilastri. L'entità dei crolli dei muri portanti induce a ritenere che la volta non sia quella originale ma sia stata sostituita nei restauri settecenteschi.

Notizie storico-critiche:
Il primo documento attestante l'esistenza della Chiesa di S. Forzorio è la relazione sulla visita pastorale del 1599, dove viene descritta in stato di semiabbandono. Tale situazione indusse mons. Lasso Sedano a nominare obrieri i quartesi Antioco Milia ed Antioco Piludu perché la restaurassero a spese delle donazioni dei fedeli che la ricordavano nelle loro ultime volontà. Nel 1722-26 l'edificio versava tuttavia ancora in rovina ma dovette essere quasi completamente ricostruito prima del 1761 perché in quella data altri documenti la ricordano dotata di una pensione annuale per lo svolgimento della festa. Nel 1793, come ricorda il Rossi Vitelli, l'edificio venne profanato dai soldati francesi sbarcati sulle coste quartesi al "Margine Rosso". La chiesa non è più officiata dai primi decenni di questo secolo ed è incorporata nel compendio di una grande fattoria di proprietà degli eredi Perra.

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