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domenica, 8 dicembre 2019
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mercoledž, 20 novembre 2019

QUARTU IN BRASILE PER INSEGNARE LA PANIFICAZIONE AI CARCERATI

C'è un carcere federale a Viana, nello stato del Maranhao nel nord est del Brasile - una delle zone più povere del Paese -, dove uomini e donne scontano la pena nella stessa struttura. Qui, oltre agli omicidi e alle sommosse, sono le donne a pagare il prezzo più alto subendo ogni genere di violenze, maltrattamenti e stupri. Solitamente il loro destino non migliora una volta scontata la pena, perché si trovano costrette a prostituirsi per sopravvivere. Così, suor Cristina Rodriguez, una missionaria che lavora sul campo senza sosta, ha chiamato in Sardegna il parroco del Sacro Cuore di Quartu Sant'Elena, don Gabriele Casu, suo vecchio amico di missione proprio a Viana, e ha chiesto il suo aiuto con urgenza. L'obiettivo è quello di costruire un carcere femminile e portare via queste donne dalla struttura dove scontano la pena con gli uomini. E ancora: realizzare un panificio, pizzeria, pasticceria, per la formazione professionale, la panificazione e la lavorazione di prodotti da forno. Questo, oltre a ridare dignità ai detenuti sarà una occasione di riscatto e una grande opportunità di inserimento sociale, una volta fuori dall'Apac.

Il progetto si chiama: "Dignità, sostegno e formazione: un panificio e una pizzeria per le carceri Apac di Viana in Brasile", e sarà possibile realizzarlo grazie alla Legge Regionale 19 del 1996: interventi di cooperazione e collaborazione internazionale con i Paesi in via di sviluppo. Attualmente, il parternariato costituito, è composto dall'associazione Amico della Missione di Cagliari, dal Comune di Quartu Sant'Elena, dall'Estado de Maranhao dove si trova appunto Viana - secreteria aministracao penitenciaria, dalla Tecnocasa Regionale e dalla Coldiretti, che si sono aggiudicati il primo posto in graduatoria, e dunque il finanziamento di circa 45mila euro.

La consegna della struttura è prevista per ottobre 2020.  Con il trasferimento delle detenute dal penitenziario federale a quello femminile si spera di ridurre il numero di stupri, omicidi, e sommosse di varia natura. Grazie ai corsi di formazione alla panificazione si prova inoltre a creare una professionalità spendibile anche fuori dal carcere, che serva a riabilitare la persona nella società una volta uscita dal penitenziario, e dare un futuro migliore a tante famiglie. Si cercherà di formare almeno 20 detenute/i che saranno poi delegate alla formazione di altri detenuti. Sulla produzione è stata fatta una stima: 200 kg di prodotti da forno giornalieri per il consumo e da destinare al mercato locale, per un guadagno di circa mille euro al giorno.

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